A Recanati è operativo lo sportello antiviolenza e antistalking

convegno-sul-femminicidio-a-recanatiE' attivo dallo scorso 17 dicembre lo sportello antiviolenza e antistalking presso il primo piano del palazzo Comunale, aperto al pubblico a martedì alterni dalle 16 alle 19.
Il servizio è rivolto alle vittime di violenza sessuale, psicologica, economica o di stalking, ai loro familiari, amici o conoscenti; offre in maniera gratuita accoglienza, codifica del caso, prima consulenza prsicologica; favorisce i contatti con gli enti istituzionali e associazioni che si occupano di violenza di genere nel territorio provinciale e regionale; opera con personale interamente al femminile e garantisce totale riservatezza.
Questo mese lo sportello è aperto martedì 14 e 28 gennaio dalle 16 alle 19.
E' possibile contattarlo anche telefonicamente al numero 071 7587234 o scrivere alla mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. .
 

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NO MORE!

NO MORE! Convenzione contro la violenza maschile sulle donne - femminicidio

La Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne - femminicidio è una proposta politica unitaria. aperta all'adesione e alla sottoscrizione di realtà nazionali, locali, e singoli persone.

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Questo non è amore

LIBRO FINALISTA AL PREMIO ESTENSE

Dalle autrici del blog del Corriere.it La 27esima ora, un libro-denuncia sugli abusi e le violenze a cui moltissime donne sono sottoposte nel nostro paese. Un'inchiesta di drammatica e bruciante attualità.

Donne maltrattate da compagni, fidanzati, mariti, conviventi: perchè non denunciano subito? La fatica di convincere sè e gli altri, la "normalità" come sfondo.

"Un libro che mi ha fatto commuovere e infuriare. Leggetelo, anche se fa male" Daria Bignardi

Sono troppe le donne uccise in Italia dal compagno o ex compagno. Numeri che raccontano un'emergenza nazionale. Anche perchè gli omicidi, spesso, sono l'ultimo atto di anni di abusi, vessazione, maltrattamenti. Storie quotidiane, ci insegna la cronaca. Storie che possono capitare a chiunque. Attraverso il racconto di ogni protagonista, i fatti, le emozioni, le botte, si svelano le cuse scatenanti e le dinamiche di coppia. Episodi ripetuti di maltrattamenti alternati a "pentimenti" del partner. E la tragedia sempre in agguato. Tutto questo avviene nella "normalità" e nella convinzione che la violenza riguardi altri. Ma a un certo momento cado "qualcosa" per cui le donne capiscono che così non può continuare. Che cosa? ogni storia ha una sua "chiave" che la tiene inchiodata alla violenza e una che la porta a non voler più subire. Qualche volta quel maledetto meccanismo si rompe prima che sia troppo tardi. Le protagoniste, raccontandosi, affrontano quella violenza subdola che colpisce le donne nel momento in cui dicono "no", sottraendosi ai ruoli imposti da qualcosa che è nato come amore. Ma che non le è più. Violenza fisica e anche psicologica che attraverso le classi sociali e spesso coinvolge i figli.

                                                                                                          

Violenza sulle donne. Il silenzio è rotto

C'è una domanda che trova risposta. Perchè in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa da un marito, un fidanzato, spesso compagni o ex compagni di anni di vita, padri di figli cresciuti insieme? <Come si fa ad ammazzare una ragazza per un litigio?>, chiede il papà di Vanessa Scialfa, la giovane di Ennas vittima a primavere, appena ventenne, del suo convivente. E c'è una seconda domanda che ci disorienta. Perchè una donna al primo spintone, o anche alle prime parole selvagge, non allontana da sè per sempre l'uomo che sta minacciando? Gli resta invece accanto, preferisce ripetersi <non sta succedendo a me> e prepararsi il giorno dopo a dire ai figlia che non è niente, che ha di nuovo sbattuto contro la porta.

La verità è che qualcosa esplode nella coppia e brucia l'amore, lo capovolge, lo profana fino all'estremo. Rivelo che quella relazione non era fondata sulla meraviglia e sulla cura l'uno dell'altra; ma sulla costante, radicale pretesa di assimilazione e di possesso da parte dell'uomo sulla donna. Il potere maschile resta intrecciato all'ordine sociale e continua a lavorare <nell'oscurità dei corpi>: squilibra i rapporti e i ruoli, presidia la cultura e il linguaggi, cerca di riaffermarsi nelle scuole e nelle famiglie.

Ora noi sappiamo che non sarà un appello, una nuova Carta dei diritti, non saranno uno spettacolo, un documentario, un'inchiesta o un libro a fermare la strage delle donne; neanche le migliori leggi -pure necessarie- basteranno.

Oggi la Convenzione <No More!> - che nelle ultime settimana ha raccolto migliaia di adesioni tra organizzazioni e persone molto diverse tra loro- sarà portata nelle piazze. E' il punto di arrivo di un impegno civile diffuso che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha riconosciuto e incoraggiato. In questa giornata, sarebbe già un conforto poter pensare che il silenzio è rotto. Femminicidio non è una bella parola, è vero, ma stiamo imparando a pronunciarla per dare finalmente un nome, che suona antico e non lo è affatto, all'uccisione delle donne perchè donne.

E c'è un' ultima possibile riflessione: sulle quote di genere - sulla legge che impone un equilibrio nella rappresentanza di maschi e femmine ai vertici delle aziende- si può essere più o meno d'accordo (noi lo siamo), ma è difficile negare come durante quel lungo viaggio verso l'approvazione si sia visto in italia un lavoro di lobbying al femminile che ha funzionato.

 

Pubblicato da: La ventisettesima Ora

 

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image Elenco dei centri antiviolenza nelle province della regiona Marche.
image Rete nazionale antiviolenza - Numero di pubblica utilità 1522

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