Chi sono le vittime
Le donne separate e divorziate sono le più colpite, e il rischio in famiglia dipende soprattutto dal comportamento del partner.
Sono le donne separate e divorziate a subire più violenze nel corso della vita: il 63,9%. Valori superiori alla media emergono anche per le nubili, le laureate e le diplomate, le dirigenti, libere professioniste e imprenditrici, le impiegate con ruoli direttivi, le donne in cerca di occupazione, le studentesse e le donne tra i 25 e i 44 anni.
Sul piano territoriale i valori più elevati riguardano le residenti nel Nord-est, nel Nord-ovest e nel Centro e nei centri metropolitani (42,0%); tassi più bassi per le donne tra i 55 e i 70 anni, con licenza elementare o media, le casalinghe, le pensionate e le residenti nel Sud e nelle Isole.
Più colpite le donne con un partner violento anche fuori casa
I maggiori fattori di rischio della violenza in famiglia sono legati al comportamento maschile. Sono più a rischio le donne che hanno un partner violento fisicamente (35,6% contro 6,5%) o verbalmente (25,7% contro 5,3%) al di fuori della famiglia, e quelle il cui partner svaluta la compagna o non la considera nel quotidiano (35,9% contro 5,7%).
Le donne con un partner che beve fino a ubriacarsi subiscono da lui violenze tre volte più delle altre: la quota sale al 38,9% se si ubriaca tutti i giorni o quasi e al 38,3% se accade una o più volte a settimana. Le caratteristiche strutturali dell'autore, invece, non risultano significative.
Se ti riconosci in queste righe, nella pagina Aiuto trovi il 1522 e il centro antiviolenza di Ancona.
Fonte: ISTAT, indagine sulla sicurezza delle donne. Articolo ripreso dal precedente sito.

